rassegna stampa

La stagione

In trasferta la Siracusa classica Fondazione INDA. La forza del coro in uno spettacolo di suggestioni davanti al tempio di Poseidone

Uno spettacolo di grande rilievo – commenta il sovrintendente Fernando Balestra – che per la prima volta esalta la specificità siracusana della messinscena tragica costituita dal punto di vista emozionale e drammaturgico, sulla forza espressiva del Coro, portatore di musiche, parole e gesti.


Il ciclo dell’Orestiade nell’Incanto di Paestum

articolo di Giulio Baffi

Solo 500 i posti a sedere, una straordinaria scenografia che si inserisce sull’erba per dare spazio alle 48 spettacolari colonne del tempio di Poseidone. Torna in scena la grande tragedia classica tra le rovine maestose del tempio di Paestum. (..)Viaggio tremendo e bellissimo che a distanza di 2500 anni ancora turba le coscienze degli spettatori portandoli in un universo crudele e meraviglioso.


Trionfa a Paestum l’Orestiade dell’INDA

Redazionale

Quasi duemila spettatori per la trasferta dell’INDA a Paestum. Un bilancio positivo per la II edizione della rassegna curata dall’Istituto Nazionale del Dramma antico che ha portato in scena l’intero ciclo dell’Orestiade di Eschilo – con Agamennone, Coefore ed Eumenidi – dinanzi alle maestose colonne del tempio di Poseidone. A Paestum – circa cento protagonisti dietro e sopra il palco – ha debuttato in prima nazionale, giovedì e domenica sera, anche lo spettacolo “Canti e suoni dall’Orestiade“: un viaggio attraverso i cori, che esalta i momenti più intensi degli episodi della trilogia.


La trilogia di Eschilo per difendere la legalità

articolo di Domenico Rigotti

L’arcaica vendetta e il più elevato concetto di Giustizia rivivono a Siracusa tre capolavori della tragedia. Tornano a rivestirsi di folla, soprattutto di una folla di giovani studenti, gli alti e immensi spalti del Teatro Greco di Siracusa per gli spettacoli classici dell’INDA, l’Istituto Nazionale del Dramma Antico. E rivive quest’anno nella sua interezza l’Orestea di Eschilo


Orestiade (Agamennone, Coefore, Eumenidi)

articolo di Gigi Giacobbe

Un triangolo rettangolo, guarnito da quattro piani di finestroni che degradano ad arco simili a quelli d’un Colosseo piatto, ha il cateto alto 15 metri lambito da un enorme disco dorato, la base misura una quarantina di metri e l’ipotenusa seghettata da almeno settanta scalini va a scemare lì accanto ad un’alta cilindrica torre biancastra, come le pietre della cavea del teatro, accessibile attraverso una scala a chiocciola che giunge sino in cima come una spirale del DNA. La scena in perfetto bilanciamento prospettico si completa con un’ampia e bianca agorà che si dispiega all’inizio con varie file di scaloni, per chiudere infine la skené dalle fogge rotondeggianti accanto ad una fossa di sabbia raffigurante la tomba di Agamennone.


Omaggio della Fondazione a Pasolini

articolo di Roberta Mammino

Immagini inedite e documentari. Testimonianze e letture drammatiche per una giornata dedicata a “Pier Paolo Pasolini, poeta civile”. Con un convegno iniziatosi nella mattinata di ieri, la Fondazione Banco di Sicilia e la Fondazione INDA (Istituto Nazionale del Dramma Antico), hanno voluto celebrare l’autore della versione dell’Orestiade che dal 22 maggio è in scena al teatro greco.


Diritto e legge: le ragioni d’oggi nel mito

articolo di Magda Poli

Carriglio ha ben saputo tracciare quel ponte che unisce classico a contemporaneo dandogli con decisione i tratti della conquista del Diritto. (…) in uno spettacolo che ha saputo cercare nel paesaggio codificato dal mito quei segni che permettono di trovare le ragioni dell’ oggi.


L’Orestea tra Pasolini e i mali di «Gomorra»

articolo di Enrico Fiore

Ebbene, al termine di «Eumenidi», la tragedia conclusiva della trilogia, uno spettatore (non a caso ha cominciato il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso) legge dalle gradinate un passo dello storico e grecista George Thomson sull’affermarsi della legalità. E questo attiene alla concezione del teatro come assemblea civile, cara a Carriglio a partire dalla sua messinscena di «Assassinio nella cattedrale» di Eliot.


Pasolini, Canzoni di vita

articolo di Rita Sala

Attorno all’ Orestiade in scena al Teatro Greco di Siracusa fino al 22 giugno, evento ambientato e diretto da Pietro Carriglio per l’Istituto Nazionale del Dramma Antico, Pier Paolo Pasolini (è sua la traduzione della trilogia di Eschilo usata per lo spettacolo) si è scelto un buon posto nella cavea di pietra. Guarda. E riparla di sé. Si è espresso, al convegno internazionale a lui dedicato dalla città siciliana (Pier Paolo Pasolini poeta civile), nei molti modi che gli conosciamo: poeta, traduttore, regista, scrittore, saggista, polemista. Ma attraverso un contributo speciale della Siae, che il presidente dell’ente, Giorgio Assumma, ha portato a Siracusa, ci racconta tutto anche di un mondo a latere , noto solo agli amici e agli esegeti: quello di autore di testi per canzoni. Lui, usando il termine corrente, direbbe forse “paroliere”.


Se la mafia ha paura del teatro

articolo di Osvaldo Guerrieri

Per non lasciare il principio legalitario nella sfera delle astrazioni, anzi per renderlo visibile agli occhi della comunità, l’istituto siracusano ha fornito produzioni di antiche statue di gesso a tutti i commercianti che hanno dichiarato di non pagare il pizzo. Queste statue, in effetti, hanno ornato il percorso verso il parco archeologico e verso il Teatro greco. Un bel segnale. Oltretutto, si univa alla lettura della frase con cui, al termine delle Eumenidi, un personaggio pubblico ribadiva la nuova alleanza tra comunità e legalità. Il primo lettore, il più autorevole e implicato, è stato il procuratore antimafia Pietro Grasso.