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	<title>INDA &#124; Istituto Nazionale Dramma Antico &#124; Fondazione ONLUS &#124; Siracusa &#187; La stagione</title>
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	<description>Spettacoli classici e attività culturali</description>
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		<title>Albertazzi, Edipo nostro contemporaneo</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2009 14:42:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Resto del Carlino]]></category>
		<category><![CDATA[La stagione]]></category>

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		<description><![CDATA[L’immenso monolite concavo d’acciaio specchiante firmato Fuksas e posto sul fondo scena, che chiude idealmente l’anello di pietra del teatro greco non è solo il simbolo-totem dominante degli spettacoli di questo XLV ciclo di rappresentazioni. E’un pò la sintesi concettuale del lavoro e degli obiettivi della manifestazione che ogni anno chiama qui un pubblico enorme…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’immenso monolite concavo d’acciaio specchiante firmato Fuksas e posto sul fondo scena, che chiude idealmente l’anello di pietra del teatro greco non è solo il simbolo-totem dominante degli spettacoli di questo XLV ciclo di rappresentazioni. E’un pò la sintesi concettuale del lavoro e degli obiettivi della manifestazione che ogni anno chiama qui un pubblico enorme…</p>
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		<title>Recensioni on line: Medea</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2009 13:45:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
				<category><![CDATA[La stagione]]></category>
		<category><![CDATA[www.sipario.it]]></category>

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		<description><![CDATA[Quell’Ominide all’inizio che attraversa come uno scimmione tutta la scena arrampicandosi poi su un rinsecchito albero d’ulivo, per poi scomparire e riapparire alla fine di questa Medea di Euripide messa in scena con grande senso etico da Krzysztof Zanussi e interpretata con istintiva irruenza da Elisabetta Pozzi, quell’Ominide (il mimo Vasily Lukyanenko), dicevo, accanto ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quell’Ominide all’inizio che attraversa come uno scimmione tutta la scena arrampicandosi poi su un rinsecchito albero d’ulivo, per poi scomparire e riapparire alla fine di questa Medea di Euripide messa in scena con grande senso etico da Krzysztof Zanussi e interpretata con istintiva irruenza da Elisabetta Pozzi, quell’Ominide (il mimo Vasily Lukyanenko), dicevo, accanto ad megastruttura d’acciaio, non in titanio come il Guggenheim Museum di Bilbao, somigliante ad una lama concava, una vela, un fumaiolo, un iceberg, un vulcano fumante e chissà quant’altro nella mente dei suoi ideatori, i coniugi Fuskas, Massimiliano e Doriana, forse pure, con quei segni impressi sulla superficie luccicante, ombre d’antiche vestigia o anche lettere sghembe d’una password per accedere nel cuore di pietra di questa tremenda donna, ci fanno capire che fatti come quelli narrati nell’opera euripidea siano rimasti immutati nella mente dell’uomo, nonostante oggi si possa far ricorso a divorzi più o meno consenzienti  o per colpa e spegnere ogni rapporto senza spargimenti di sangue.</p>
<p><a href="http://www.sipario.it/recensionemedeazanussi.htm" target="_blank">Articolo completo</a></p>
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		<title>La Medea scenografica</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 14:51:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Gazzetta del Mezzogiorno]]></category>
		<category><![CDATA[La stagione]]></category>

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		<description><![CDATA[Per l’ennesima Medea nel catino meraviglioso del Teatro Greco di Siracusa ecco ora l’agitatissima personalità di Elisabetta Pozzi, magnificamente violenta e intensa di femminismi archetipici contro la stolidità furbesca del potere maschile, sia familiare (Giasone) che politico (re Creonte).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per l’ennesima Medea nel catino meraviglioso del Teatro Greco di Siracusa ecco ora l’agitatissima personalità di Elisabetta Pozzi, magnificamente violenta e intensa di femminismi archetipici contro la stolidità furbesca del potere maschile, sia familiare (Giasone) che politico (re Creonte).</p>
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		<title>Medea, arrabbiata e selvaggia</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 07:09:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
				<category><![CDATA[La stagione]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ arrabbiata, selvaggia e vive una lucida follia, la Medea di Euripide, interpretata da una stupenda Elisabetta Pozzi. Sabato sera il Teatro Antico di Siracusa, in una rappresentazione che ha inaugurato la stagione 2009 delle tragedie greche messe in scena dalla Fondazione INDA, ha vibrato insieme agli interpreti di un dramma che commuove e che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ arrabbiata, selvaggia e vive una lucida follia, la Medea di Euripide, interpretata da una stupenda Elisabetta Pozzi. Sabato sera il Teatro Antico di Siracusa, in una rappresentazione che ha inaugurato la stagione 2009 delle tragedie greche messe in scena dalla Fondazione INDA, ha vibrato insieme agli interpreti di un dramma che commuove e che tratta temi antichi, ma sempre attuali. La cavea, rumorosa, si è zittita non appena il sole è tramontato, poi su un palco bianco e luminoso hanno fatto la loro comparsa gli attori, uno dopo l’altro,bravissimi, per raccontare la storia di una donna tradita dall’uomo che ha sempre amato e per il quale ha messo tutto al secondo posto. Un dolore viscerale che spinge la sua lucida follia a compiere un gesto estremo, indescrivibile, perché lei stessa quasi non riesce a pronunciare quelle parole terribili che segnano la condanna a morte dei suoi stessi figli. Una vendetta spaventosa, nei confronti di quell’uomo, Giasone, che l’ha considerata più un oggetto che un essere umano e che per questo  merita di finire i suoi giorni nella sofferenza.</p>
<p><a href="http://www.tifeoweb.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=243:medea-arrabbiata-e-selvaggia&amp;catid=71:lartefatto&amp;Itemid=134" target="_blank">Articolo completo</a></p>
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		<title>Edipo e Medea nello specchio di Fuksas Albertazzi: “Io, re cieco senza paura di morire”</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2009 06:51:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
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		<category><![CDATA[La stagione]]></category>

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		<description><![CDATA[Un trapezio di metallo e poco distante una montagna di sale, una lama concava e riflettente che accoglie come un orizzonte comune il nuovo ciclo di rappresentazioni classiche di Siracusa. Lo spazio scenico delle tragedie dell’Inda, “Medea” ed “Edipo a Colono” pronte al debutto domani alle 18,45, è un segno artistico firmato dagli architetti Massimiliano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un trapezio di metallo e poco distante una montagna di sale, una lama concava e riflettente che accoglie come un orizzonte comune il nuovo ciclo di rappresentazioni classiche di Siracusa. Lo spazio scenico delle tragedie dell’Inda, “Medea” ed “Edipo a Colono” pronte al debutto domani alle 18,45, è un segno artistico firmato dagli architetti Massimiliano e Doriana Fuksas: specchio interiore del paesaggio circostante, ma anche forma di catarsi e invito alla riflessione che oggi come 2500 anni fa viene dalla lezione dei classici. Domani debutta “Medea” di Euripide secondo la regia di Krzisztof  Zanussi con Elisabetta Pozzi nel ruolo della protagonista, domenica tocca a “Edipo a Colono” di Sofocle con Giorgio Albertazzi nel ruolo del vecchio re di Tebe e la regia di Daniele Salvo. E poi si andrà avanti fino al 21 giugno, ogni giorno eccetto il lunedì.<br />
Sembra una coincidenza ma tanto Giorgio Albertazzi che Elisabetta Pozzi sono al loro debutto come protagonisti di queste tragedie. E ognuno vive in modo molto particolare l’orizzonte scenico creato dai Fuksas. «Davvero questo teatro dà corpo ed enfatiche<br />
il pubblico, paradossalmente, riesce a comprendere, proprio facendosi trasportare dall’empatia, da questa forma di “compatire, patire insieme».</p>
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		<title>XLV Ciclo di Rappresentazioni Classiche</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2009 07:33:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“E nondimeno ti voglio fare una domanda, pur ridotta alla disperazione come sono: per quale motivo mi mandi via dal paese, o Creonte?”: così Medea nella consapevolezza della sua solitudine, senza più patria, condannata all’esilio. “Ho paura di te &#8211; è la risposta, lui consapevole delle arti magiche della moglie, ora così ripudiata per una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“E nondimeno ti voglio fare una domanda, pur ridotta alla disperazione come sono: per quale motivo mi mandi via dal paese, o Creonte?”: così Medea nella consapevolezza della sua solitudine, senza più patria, condannata all’esilio. “Ho paura di te &#8211; è la risposta, lui consapevole delle arti magiche della moglie, ora così ripudiata per una nuova sposa &#8211; Tu mi sei nemica”. Elisabetta Pozzi si è già confrontata con questo personaggio straordinario, capace di leggere con lucidità la propria condizione e di arrivare a compiere il gesto estremo di uccidere i propri figli, anche nella radicale rilettura di Christa Wolf, altre verità svelate: ma per il XLV ciclo di rappresentazioni classiche nel Teatro di Siracusa questa straordinaria attrice affronterà proprio la Medea di Euripide, regia di Krzysztof Zanussi, la prima nazionale questo sabato, 9 maggio, il giorno seguente, in comune la scenografia di Massimiliano e Doriana Fuksas, il debutto dell’Edipo a Colono di Sofocle, protagonista Giorgio Albertazzi, regia di Daniele Salvo. Le repliche dei due spettacoli, che hanno anche alcuni interpreti in comune, Maurizio Donadoni (Giasone/ Creonte), Michele De Marchi (Egeo/ abitante di Colono), Antonietta Carbonetti, Giacinto Palmarini, Francesco Alderuccio, Francesco Biscione, e altri ancora per i cori,  proseguiranno  fino al 21 giugno. Si ricorda di aver visto, proprio nello spazio del teatro classico di Siracusa, un’interpretazione superba di Elisabetta Pozzi, magnifica come Ecuba, stanca, addolorata, che va raccogliendo nella disperazione cadaveri abbandonati, regia di Massimo Castri. Ma Medea possiede sfaccettature, sfumature, densità più contraddittorie e complesse. “Ho sbagliato allora, quando abbandonavo la casa paterna, lasciandomi persuadere delle chiacchiere di un greco”: ritornano alla mente le scelte compiute, lei divenuta straniera in altra terra. Ma anche Edipo a Colono affronta il tema della lontananza dalla propria patria &#8211; così si sottolinea nella presentazione della stagione dell’INDA, Istituto Nazionale del Dramma Antico &#8211; accolto il cieco errante in quel luogo ultimo, spazio sacro la sua tomba. Perché il tempo, ricorda Edipo, sconvolge ogni cosa. E gli autori della scenografia sottolineano il valore dell’orizzonte, “un orizzonte perduto che specchia tutto ciò che accade intorno, che coinvolge il pubblico”.</p>
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		<title>Ai nastri di partenza le rappresentazioni classiche di Siracusa</title>
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		<pubDate>Fri, 01 May 2009 13:48:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
				<category><![CDATA[La stagione]]></category>
		<category><![CDATA[www.siciliaonline.it]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutti e tre gli spettacoli della stagione 2009 sono incentrati sui motivi dell’esilio e dell’asilo. I protagonisti sono sospesi tra due culture e due appartenenze, sono nello stesso tempo prossimi ed estranei per coloro da cui si distaccano e per coloro che li accolgono. La scelta dell’Inda per la stagione teatrale 2009 vuole essere una riflessione, un "viaggio" che parta proprio da Siracusa e dalla Sicilia, terra di frontiera del Mediterraneo, da sempre luogo di incontro, di contraddizione, di confronto e, attraverso esso, di ri-definizione delle identità. Tema quanto mai attuale e universale, capace di farsi metafora dell’uomo e del mondo all’interno del mistero, dell’unicità e della non riproducibilità del Teatro. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 9 maggio al 21 giugno andrà in scena al Teatro Greco di Siracusa la XLV Edizione delle Rappresentazioni Classiche che quest’anno vedranno protagonisti la Medea di Euripide, l’Edipo a Colono di Sofocle e, come dramma itinerante, Le Supplici di Eschilo. Grande attesa per il pubblico appassionato di teatro e di uno dei palcoscenici all’aperto più importanti al mondo (assieme a quelli di Atene ed Epidauro) per le rappresentazioni classiche.<br />
La stagione 2009 del Teatro Greco di Siracusa segnerà il ritorno sulle scene del grande Giorgio Albertazzi nei panni di Edipo a Colono. E grande attesa anche per l’interpretazione di Medea da parte di Elisabetta Pozzi, allieva prediletta di Giorgio Albertazzi, già splendida interprete di Atena nelle Eumenidi dello scorso anno e di un&#8217;indimenticabile Ecuba nella stagione 2006. La regia è affidata al regista e intellettuale polacco Krzysztof Zanussi.<br />
Edipo a Colono è l’ultimo dramma scritto da Sofocle rappresentato postumo nel 401 a.C. dopo la sconfitta ateniese nella Guerra del Peloponneso (431-404). Uno straordinario testamento spirituale del drammaturgo ambientato a Colono, lì dove nacque Sofocle. L’Inda lo porta in scena per la quarta volta a Siracusa.<br />
Ancora, la stagione 2009 prevede uno spettacolo itinerante, Le Supplici di Eschilo. In unità tematica con gli altri due drammi, sono rifugiate in cerca d&#8217;asilo le protagoniste di questa tragedia, il coro di Danaidi che chiede aiuto al re argivo Pelasgo perché prometta di accoglierle nella sua città.<br />
Tutti e tre gli spettacoli della stagione 2009 sono incentrati sui motivi dell’esilio e dell’asilo. I protagonisti sono sospesi tra due culture e due appartenenze, sono nello stesso tempo prossimi ed estranei per coloro da cui si distaccano e per coloro che li accolgono. La scelta dell’Inda per la stagione teatrale 2009 vuole essere una riflessione, un &#8220;viaggio&#8221; che parta proprio da Siracusa e dalla Sicilia, terra di frontiera del Mediterraneo, da sempre luogo di incontro, di contraddizione, di confronto e, attraverso esso, di ri-definizione delle identità. Tema quanto mai attuale e universale, capace di farsi metafora dell’uomo e del mondo all’interno del mistero, dell’unicità e della non riproducibilità del Teatro.<br />
La regia dell’Edipo a Colono è di Daniele Salvo il quale, in un articolo di approfondimento sul dramma, tenta di dare una risposta alla domanda sul significato della rappresentazione dell’Edipo a Colono. Un testo di grande portata drammatica, l’interpretazione di Giorgio Albertazzi, le scenografie firmate da Massimiliano Fuksàs renderanno indimenticabile l’Edipo a Colono della Stagione 2009 del Teatro Greco di Siracusa e saranno un fiore all’occhiello per la Fondazione Inda (Istituto Nazionale del Dramma Antico), che da quasi un secolo organizza la stagione classica di Siracusa. Ogni anno, in occasione delle Rappresentazioni Classiche, si registra al Teatro Greco un pubblico di circa 100mila spettatori paganti. L&#8217;imponente assetto organizzativo coinvolge più di 500 persone tra tecnici, manovali e attori. Il manifesto del XLV ciclo è firmato da Sandro Chia.</p>
<p><a href="http://www.siciliaonline.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=118401&amp;Itemid=2" target="_blank">Articolo completo<br />
</a></p>
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		<title>Il teatro nei prossimi mesi</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 13:57:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
				<category><![CDATA[La stagione]]></category>
		<category><![CDATA[www.libero-news.it]]></category>

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		<description><![CDATA[Con la speranza di buone previsioni meteorologiche, stanno ormai quasi per accendersi le luci sull’Estate teatrale 2009. Tentiamo perciò di abbozzarne un primo panorama, nonostante molti cartelloni siano ancora incompleti. Si comincia, come ogni anno, dal teatro Greco di Siracusa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con la speranza di buone previsioni meteorologiche, stanno ormai quasi per accendersi le luci sull’Estate teatrale 2009. Tentiamo perciò di abbozzarne un primo panorama, nonostante molti cartelloni siano ancora incompleti. Si comincia, come ogni anno, dal teatro Greco di Siracusa, dove per il quarantacinquesimo ciclo di rappresentazioni classiche dell’Istituto nazionale del dramma antico sono in programma la “Medea” di Euripide con Elisabetta Pozzi, e l’”Edipo a Colono” di Sofocle messo in scena da Daniele Salvo, protagonista Giorgio Albertazzi. Ai due spettacoli, che saranno rappresentati a sere alterne dal 9 maggio al 21 giugno, si aggiungeranno “Le Supplici” di Eschilo, il 2 giugno, non a Siracusa ma a Malta. Tre tragedie, dunque, ispirate al tema dello straniero.</p>
<p><a href="http://www.libero-news.it/articles/view/540504" target="_blank">Articolo completo</a></p>
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		<title>Siracusa: mare, teatro e night life</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 14:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sofocle ed Euripide passeggerebbero volentieri sul Lungomare di Ortigia all'ora del crepuscolo, quando il sole all'orizzonte è una palla di fuoco che ipnotizza lo sguardo e nobilita con i suoi ultimi raggi anche gli angoli più cupi e disastrati del vecchio centro storico. Come altri, a quell'ora, siederebbero ai tavoli di un caffé per sorseggiare un tradizionale latte di mandorla o l'aperitivo del momento. E si lascerebbero andare a pensieri, descrizioni, elucubrazioni sulla vita, la morte, il destino...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sofocle ed Euripide passeggerebbero volentieri sul Lungomare di Ortigia all&#8217;ora del crepuscolo, quando il sole all&#8217;orizzonte è una palla di fuoco che ipnotizza lo sguardo e nobilita con i suoi ultimi raggi anche gli angoli più cupi e disastrati del vecchio centro storico. Come altri, a quell&#8217;ora, siederebbero ai tavoli di un caffé per sorseggiare un tradizionale latte di mandorla o l&#8217;aperitivo del momento. E si lascerebbero andare a pensieri, descrizioni, elucubrazioni sulla vita, la morte, il destino&#8230;  Per liberare la mente, riavvicinarsi alla natura, &#8220;ripassare&#8221; la Storia della Magna Grecia (ma non solo) non c&#8217;è luogo migliore di Siracusa, piccola oasi di mondanità, sulla costa orientale della Sicilia. Meno cosmopolita di Catania, più nottambula e festaiola di Ragusa, quasi eternamente &#8220;estiva&#8221; nel suo cuore storico (l&#8217;isola di Ortigia, che con la sua miriade di locali è anche il fulcro della nightlife cittadina), Siracusa inaugura, a partire dal 9 maggio e fino al 21 giugno, il XLV Ciclo di Rappresentazioni Classiche, portando in scena la Medea di Euripide e l&#8217;Edipo a Colono di Sofocle, più uno spettacolo itinerante: le Supplici di Eschilo (www.indafondazione.org/stagione/2009/ )</p>
<p><a href=" http://www.style.it/cont/lifestyle/viaggi/0904/2900/siracusa-mare-teatro-o-movida.asp" target="_blank">Articolo completo</a></p>
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		<title>&#8220;Canti e suoni dall&#8217;Orestiade&#8221; al Teatro Concordia</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 23:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione web</dc:creator>
				<category><![CDATA[La stagione]]></category>
		<category><![CDATA[www.ilquotidiano.it della provincia di Ascoli Piceno]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre noi seguivamo le diverse avventure di Oreste, in effetti assistevamo al sorgere e allo svilupparsi della legge attraverso le successive fasi dell'evoluzione sociale.
L'omicidio, che in origine era considerato un'offesa che spettava ai parenti della vittima vendicare e in seguito una profanazione da espiarsi in base alle prescrizioni di una casta sacerdotale aristocratica, diventa ora un delitto che deve essere sottoposto al giudizio di un organo popolare "legalmente" nominato.
Il regno della legge &#232; iniziato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Mentre noi seguivamo le diverse avventure di Oreste, in effetti assistevamo al sorgere e allo svilupparsi della legge attraverso le successive fasi dell&#8217;evoluzione sociale.<br />
L&#8217;omicidio, che in origine era considerato un&#8217;offesa che spettava ai parenti della vittima vendicare e in seguito una profanazione da espiarsi in base alle prescrizioni di una casta sacerdotale aristocratica, diventa ora un delitto che deve essere sottoposto al giudizio di un organo popolare &#8220;legalmente&#8221; nominato.<br />
Il regno della legge &#232; iniziato.</em></p>
<p>Con queste parole, contenenti un importante e attualissimo messaggio rivolto ai giovanissimi spettatori del Liceo classico &#8220;Leopardi&#8221; di San Benedetto del Tronto e del Liceo Classico &#8220;Stabili&#8221; di Ascoli Piceno si &#232; conclusa la rappresentazione che si &#232; tenuta gioved&#236; mattina, 2 aprile, al Teatro Concordia di San Benedetto del Tronto.<br />
L&#8217;INDA, con la collaborazione del dirigente scolastico del Liceo Classico Statale &#8220;Leopardi&#8221;, Prof.ssa <b>Silvana Giordano</b>, ha mandato in scena lo spettacolo &#8220;Canti e Suoni dall&#8217;Orestiade&#8221;, un performance di musiche e parole tratte dalla trilogia di Eschilo.<br />
Lo spettacolo nasce da un&#8217;idea di <b>Fernando Balestra</b>, sovrintendente della fondazione INDA ed &#232; stato curato, nell&#8217;allestimento e drammaturgia da <b>Tatiana Alescio.</b><br />
La messinscena, un&#8217;antologia dei passi cruciali dell&#8217;intera Orestiade, si propone come un vero percorso tragico attraverso i momenti corali della trilogia e i momenti recitativi, tutti particolarmente intensi in cui si riafferma la centralit&#224; del coro, con musiche, parole, e gesti.<br />
&#8220;Canti e suoni dall&#8217;Orestiade&#8221; &#232; idealmente dedicato al padre ideatore delle Rappresentazioni Classiche al Teatro Greco di Siracusa, Ettore Romagnoli, a cui si devono importanti studi sul coro.<br />
La regista, Tatiana Alescio, sostiene che rivolgere alle scuole lo spettacolo &#8220;Canti e Suoni dall&#8217;Orestiade&#8221; &#8211; &#8220;sia una occasione preziosa per offrire ai ragazzi un saggio della unicit&#224; e della universalit&#224; del teatro classico, anche a distanza di pi&#249; duemila anni, e per diffondere quei valori assoluti su cui fondare la propria vita: diritto, giustizia, democrazia&#8221;.<br />
&#8220;L&#8217;esperienza di questa tourn&#233;e,- secondo la Alescio-, ha consentito alla compagnia la possibilit&#224; di continuare ad affinare le tecniche e &#8220;sperimentare&#8221; nuove soluzioni, adattandole di volta in volta allo spazio teatrale e alle sue peculiarit&#224;; chiaro esempio &#232; stata la rivisitazione della scenografia e ancora le sostituzioni che caratterizzano uno spettacolo dinamico come &#8220;Canti e suoni. Innovazione sperimentale &#232; stata quella di affidare al coro di donne il racconto del Messaggero che rappresenta un momento di passaggio: individualit&#224; ben definite che narrano il ritorno del vincitore di Troia, si uniranno successivamente in un&#8217;unica voce, con uguale sentire ed intenti comuni. Per un teatro che fa scuola ed &#232; scuola. Un teatro in movimento&#8221;.<br />
&#8220;Canti e Suoni&#8221; propone una sintesi della monumentale trilogia di Eschilo: ne sono difatti presenti tutti i personaggi e le loro vicende sono narrate fedelmente e nel rispetto della cronologia proposta dal testo originale. Ci&#242; che lo distingue e lo rende uno spettacolo unico &#232; il particolare rilievo dato al coro, vero elemento portante nel susseguirsi degli avvenimenti ( dal racconto del messaggero, alla profezia di Cassandra, dalla visione piena di orrore della Pizia all&#8217;assoluzione di Oreste sancita dal tribunale dell&#8217;Areopago e da Atena), sia per la costante presenza in scena, sia perch&#233; composto da attrici-cantanti di straordinario talento, capaci di trasmettere &#8211; attraverso suoni, colori, movenze &#8211; tutta la forza ed il vero spirito di un popolo che rivendica un preciso senso di appartenenza.<br />
E&#8217; proprio questa forza a rendere credibile il coro concedendogli, parola dopo parola, libero accesso direttamente al cuore dello spettatore che ne resta affascinato e rapito. Le coreografie che a volte si tingono di tribale, i costumi classici, le musiche ammaliatrici completano e donano armonia all&#8217;insieme in un crescendo di emozioni. Il coro torna al centro, come vuole la sperimentazione dell&#8217;INDA.</p>
<p><b>L&#8217;INDA, Istituto Nazionale del Dramma Antico</b>, nasce dall&#8217;iniziativa di un aristocratico siracusano, il Conte Mario Tommaso Gargallo. Nel 1913 si costituisce un Comitato promotore composto da un gruppo di intellettuali e appassionati di teatro uniti da un progetto ambizioso: ridare vita al dramma antico restituendolo al suo &#8220;spazio naturale&#8221;, il Teatro Greco di Siracusa. Il primo Ciclo di Spettacoli Classici viene inaugurato il 16 aprile 1914; dopo l&#8217;interruzione degli spettacoli causata dalla prima guerra mondiale, le Rappresentazioni Classiche ritornano sulla scena del Teatro di Siracusa nel 1921. Intanto nel 1925 il Comitato costituitosi dodici anni prima &#232; trasformato in Istituto Nazionale del Dramma Antico ed eretto a Ente morale. Con la messa in scena delle Nuvole di Aristofane, nel 1927, la commedia antica entra a far parte a pieno titolo del cartellone degli spettacoli.<br />
L&#8217;attivit&#224; svolta in pi&#249; di novanta anni mira a valorizzare la cultura classica, favorendo la nascita di una koin&#233; culturale capace di contenere &#8211; sotto il segno del Teatro Antico &#8211; esperienze e sensibilit&#224; diverse.<br />
L&#8217;INDA non limita la propria attivit&#224; al Teatro Greco di Siracusa, sebbene questo straordinario monumento ne sia sede e fonte di ispirazione primaria; dal 1929 numerose rappresentazioni hanno avuto luogo a cura dell&#8217;INDA in altri teatri greci e romani (Segesta, Palazzolo Acreide, Taormina, Tindari, Pompei, Benevento, Gubbio, Fiesole, Luni, Trieste) e in altre sedi particolarmente suggestive (Agrigento, Selinunte, Paestum e Urbino). Il teatro greco di Palazzolo Acreide ospita inoltre il Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani che nel 2009 giunge alla sua XV edizione. La manifestazione &#232; rivolta agli Istituti superiori e alle Universit&#224;, che attraverso le rilettura dei classici latini e greci rappresentano le pi&#232;ces teatrali nell&#8217;antica cavea.</p>
<p>Nel maggio 2008 sono stati protagonisti al Festival tremila giovani italiani, europei e dei paesi del Mediterraneo (Tunisia, Francia, Spagna, Ungheria, Lituania, per citarne alcuni) con un coinvolgimento di ottanta istituti. Tra questi anche il Liceo Classico &#8220;LEOPARDI&#8221; con la rappresentazione della commedia di Aristofane &#8220;Le rane&#8221; e di un dramma satiresco &#8220;Il Ciclope&#8221; di Euripide. Anche quest&#8217;anno, nel mese di maggio, i giovani attori del &#8220;Leopardi&#8221; saranno presenti a Palazzolo Acreide con &#8220;Le Baccanti , ambigue troppo ambigue&#8221;, tratto dalle &#8220;Baccanti&#8221; di Euripide, per la regia di Matteo Ripari; assisteranno, inoltre, come &#232; tradizione del liceo, al Teatro greco di Siracusa, alla messinscena di Medea di Euripide ed Edipo a Colono di Sofocle.</p>
<p><a >L&#8217;articolo</a></p>
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