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Il furore e la ferita

Anna Beltrametti

Lette attraverso i guerrieri, Aiace e Filottete, le due tragedie sofoclee costruiscono la vicenda dell’esclusione e della reintegrazione del combattente nelle trame della poetica e del pensiero politico e postpolitico di V secolo. Una parabola teatrale che lascia intravedere, sottesa, in filigrana la curva storica dell’affermarsi e dello screditarsi di un’ideologia e di una propaganda che avevano fatto della pace il cardine e il cavallo di battaglia.


L’attualità pedagogica delle tragedie

La lettura dei classici va favorita e incrementata con la sperimentazione di nuovi modelli narrativi che si leghino agli antichi. Nuovi tracciati che segnano altre frontiere in territori già battuti. Passato e futuro non competono, se il presente mostra di saper mediare.


Le tragedie raccontate ai bambini

Annamaria Piccione

Mediante il linguaggio giusto, un bambino comprenderà qualsiasi argomento, anche il più spinoso. Condotto per mano, gli si potranno mostrare i lati oscuri della realtà, compresi quelli raccontati nelle tragedie. Ma con cautela, attraverso dei codici che lui conosce e riconosce. Ogni parola, gesto, racconto, lacrima, sorriso andranno ragionati e soppesati. Occorre muoversi con tatto nella sua vita interiore, rispettando i fragili e contrastanti equilibri affettivi.


Giulio Emanuele Rizzo tra ricordi e documenti

Michele Rizzo

Era l’anno in cui, per la prima volta dopo secoli di silenzio, la cavea del teatro, che due anni prima Orsi aveva liberato di uno dei due mulini, aveva risuonato della tragica voce dell’Agamennone di Eschilo. Sull’onda dell’emozione, Orsi riuscì a fare bandire dall’Accademia dei Lincei, il 17 gennaio 1915, un concorso per una “monografia che illustri sotto ogni aspetto e completamente il Teatro di Siracusa”. G E. Rizzo, allora professore di archeologia all’Università di Napoli, fu proclamato vincitore dalla Assemblea generale dei Lincei, nel 1916, con la monografia “Il Teatro Greco di Siracusa”.


La potenza dei classici

Conversazione con Mauro Avogadro, a cura di Giuseppina Norcia. Mauro Avogadro (Attore e regista, per venti anni Direttore della Scuola per attori del Teatro Stabile di Torino) è docente di Interpretazione scenica presso l’Accademia D’Arte del Dramma Antico diretta da Fernando Balestra, anno accademico 2010-2011.


Il Pensiero greco e la coscienza liberale dei Siracusani

Corrado Piccione

Il difficile incompiuto tentativo di ricostruire la personalità storica di Siracusa e di cogliere in termini di modernità tratti plurimillenari è precluso a parere comune da abissali discontinuità. Ma ad una riflessione approfondita può riscontrarsi un invisibile legame di continuità deducibile da pagine trascurate, forse dimenticate nelle quali è scritta tutta la nostra storia.


Teatro, maestro di vita

Conversazione con Carlo Boso, a cura di Giuseppina Norcia. Carlo Boso (Attore e regista, Presidente dell’Accademia Internazionale delle Arti dello Spettacolo A.I.D.A.S. di Parigi) è tra i docenti del corso di recitazione dell’Accademia D’Arte del Dramma Antico – sezione Scuola di Teatro “Giusto Monaco”, per l’anno accademico 2010-2011.


Cacoyannis ed Euripide

Marianne McDonald

I Film sono “mitici”: ci permettono di volare attraverso il tempo e lo spazio, e in più la telecamera può fare un ingrandimento su un volto e far sì che l’anima diventi visibile. La telecamera funziona come un coro greco ed aggiunge il suo commento personale. I miti tentano di dare senso a ciò che è senza senso e impongono un ordine al caos e alla morte. Ci permettono di guardare in faccia la Gorgone senza trasformarci in pietra.


Siracusa – Teatro Greco: l’eccezionalità

Giuseppe Voza

Se nel mondo greco l’architettura religiosa esprime col tempio, in maniera determinata e inequivocabile l’immagine della cultura che lo crea, nell’architettura civile è sicuramente il teatro a rappresentare uno dei maggiori e più significativi simboli ideologici della grecità. Per l’architettura teatrale di età greca a Siracusa il compendio monumentale in cui si è cimentata l’esperienza costruttiva interessò le balze rocciose del colle Temenite nel punto in cui dominano lo scenario del Porto Grande fra le estremità contrapposte del Plemmirio e di Ortigia.


La scena europea tra Otto e Novecento

Loredana Faraci

“Qui trovate spettatori preparati e devoti, la commozione di uomini che si trovano all’apice della loro felicità (…); qui trovate la più devota abnegazione degli artisti e, spettacolo degli spettacoli, il vittorioso creatore di un’opera che è essa stessa il compendio di una quantità di vittoriose imprese artistiche”: Friedrich Nietzsche dedica queste parole al “vittorioso” Richard Wagner e al suo magnifico sogno divenuto realtà a Bayreuth